L’abbigliamento tradizionale in Sardegna, rappresenta per tutti un simbolo d’appartenenza, quasi come fosse in grado di sottolineare le identità collettive, regionale. Quello che oggi siamo soliti indicare molto genericamente come “costume sardo”, altri non è che l’abbigliamento in uso nei tempi passati. Questi, oggi, rappresentano il risultato di un lungo percorso di trasformazione dal XVI secolo sino alla fine del XIX secolo. Nella tradizione l’abito svolgeva la funzione di comunicazione sociale, giacché rendeva immediatamente riconoscibile la regione d’appartenenza, il sesso, l’età, lo stato anagrafico e il ruolo di ciascun membro della comunità. Partendo da un abito base abbastanza omogeneo,si nota però che gli elementi che lo compongono hanno svariate combinazioni, ciò comporta che in Sardegna abbiamo un numero notevole di tipologie di abito tradizionale. Io qui vi mostro quello di Villasor:
la particolarità è che la gonna, rispetto a quella che viene indossata oggi da alcune componenti del gruppo, non ha le pieghe, ha solo un bordo di colore nero o marrone. Anche gli scialli indossati dalle due ragazze( le mie due zie Vittoria e Lina) sono diversi nelle fantasie. Mia zia Vittoria indossa anche is maitas (gli orecchini lunghi)
particolare del grembiule, appare diverso da quello indossato attualemnte da alcune componenti dell’attuale gruppo folkloristico San Biagio.
Quella che segue è invece una foto che rittrae i nonni di mio zio Laurino, è vecchissima!
da notare il particolare dell’abito maschile, non è usato come copricapo la classica berrita ma un capello.
Credo che ci sia molto da ricercare ancora, se si vuole veramento portare a conoscere quelli che erano gli usi e i costumi del nostro paese.
Guardate queste foto che rittragono come venivano preparati i cavalli per le sfilate
mia zia Vittoria Valdes, il cavallo è quello di mio nonno Giovanni. Nonno, mi racconta sempre mia mamma, usava mettere i paraocchi al cavallo per far si che pottesse sfilare composto durante la processione…. Qui in questa foto non li ha ancora. Io porto con me dei bellissimi ricordi di mio nonno, di quando mi veniva a prendere con il carro e il cavallo per andare a vendemiare, di quando ci facceva piggiare l’uva, di quando ci facceva assistere a sa prenzadura de s’ascia e cosi via….di quando di nascosto entravo in su magasiu e lui se ne accorgeva e pur non contento stava zitto e non diceva niente, ma si capiva che era contrariato dal suo sguardo… Bei tempi e bei ricordi…..
By Antonella

Senza Categoria | Messo il tag:
Pubblicato da antonella