La scuola a Villasor

5 Novembre 2008

 

 

INTERVISTA AL  PROF. RAFFAELE COSTA,

DIRIGENTE SCOLASTICO DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO

 

di Luigi Palmas

 

Iniziamo da questo numero di VULCANO un percorso di conoscenza e di approfondimento della realtà sociale, culturale, politica ed economica di Villasor.

La scuola è sicuramente, nonostante le possibili opinioni diverse e probabilmente dominanti, l’ istituzione più importante della comunità perché da li’, dall’ istruzione e dalla formazione si misura il grado di civiltà di una popolazione.

Prof. Costa, Lei ha avuto l’incarico di dirigere l’Istituto Comprensivo di Villasor dall’ anno scolastico scorso. Quale eredità ha trovato e in quale situazione oggi si trova la scuola ?

L’Istituto Comprensivo dell’ Istruzione Statale accorpa, come si sa, la scuola materna, oggi scuola  dell’infanzia, la scuola elementare, oggi scuola primaria di 1° grado, e la scuola media, oggi scuola  primaria di 2° grado, le quali, in totale, ospitano circa 550 alunni.

Le strutture scolastiche, per essere sempre efficienti, hanno bisogno di continue manutenzioni, ordinarie e straordinarie, a carico del Comune: la scuola dell’ infanzia è una struttura moderna e all’ avanguardia nel territorio; la scuola primaria di 1° grado dalla sua nascita ad oggi non è mai stata tinteggiata all’esterno; la tinteggiatura è importante, ovviamente, da un punto di vista del decoro e, come si sa da studi e ricerche ben conosciuti, da un punto di vista psicologico; ha avuto importanti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria; la scuola primaria di 2° grado ha avuto anch’essa importanti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria effettuati nell’ultimo anno; la copertura dell’ edificio, che ha causato diversi problemi, però, nota dolente, è fatiscente e, molto probabilmente, non a norma; non esiste una sala riunioni e un auditorium; una struttura esterna alla scuola, che potrebbe essere adattata alla funzione di auditorium e ad altre attività, ad oggi è un’incompiuta ed è chiusa.

La popolazione di 550 alunni quali problematiche presenta e la scuola come risolve le loro esigenze?

Da diversi anni, quest’anno ancora di più, assistiamo alla presenza di un numero crescente di bambini e ragazzi, in tutte le fasce di età e in tutte le scuole, soprattutto di extra comunitari, di nazionalità marocchina, rumena e rom e, in numero inferiore, anche di altre nazionalità. Ovviamente questi alunni, che non parlano la nostra lingua, hanno bisogno di attenzione con uno sforzo maggiore di integrazione sociale. La scuola, con i suoi pochi mezzi a disposizione, con i docenti che  non hanno avuto una formazione specifica, fa il possibile per un  buon rapporto scuola- famiglia- alunni, anche se devo riconoscere che non è ancora preparata sufficientemente ad accogliere alunni con una totale non conoscenza della lingua italiana. Riesce a far fronte alle esigenze degli alunni diversamente abili ed alla loro integrazione. Il piano dell’ offerta formativa, il P.O.F., presenta alcune opportunità con diversi progetti.

Prof. Costa, dalle rilevazioni effettuate con metodi scientifici da organizzazioni pubbliche a livello europeo, nazionale e regionale pare che i risultati ottenuti dalla scuola italiana siano all’ultimo posto in Europa, quelli della Sardegna all’ ultimo posto in Italia, quelli della Provincia di Cagliari all’ ultimo posto in Sardegna.

I risultati della scuola a Villasor come sono stati valutati?

Gli indicatori riguardanti la  popolazione scolastica di Villasor, insieme a quelli di Pula, sono i peggiori del basso Campidano. Questi indicatori riguardano anche la prosecuzione degli studi dopo la licenza media.

Risposta scioccante. Quali sono questi indicatori?

Il grande numero delle dispersioni scolastiche, dell’abbandono degli studi, degli insuccessi scolastici,  bocciature e  debiti formativi.

Quali sono i motivi, secondo le sue valutazioni, che hanno portato a questi risultati in Italia e in Sardegna ?

In Italia ci sono responsabilità gravi dello Stato che non forma sufficientemente i docenti. In pratica non c’e nessuno che insegni agli insegnanti ad insegnare secondo metodologie scientifiche – le SISS sono state chiuse perché probabilmente non saranno più assunti docenti per molti anni, ce ne sono già troppi e molti, secondo gli intendimenti di questo Governo, perderanno il posto di lavoro – e lo Stato non li assume secondo criteri adeguati sia a livello motivazionale che di formazione. La professione di docente è difficile e non può essere fatta da tutti.  Gravi responsabilità le ha la scuola perché, oltre a non aver formato i docenti, ha consentito, forse unico esempio in Europa, che si usassero metodi empirici e non scientifici nella didattica e  con valutazioni dell’apprendimento degli alunni di tipo soggettivo e non oggettivo, controllabili. In Italia, nella scuola, gli unici ad essere valutati sono i dirigenti, mentre i docenti, a differenza degli altri Paesi Europei, si sono sempre rifiutati, rifugiandosi sotto l’ ombrello costituzionale della libertà di insegnamento, che non c’entra assolutamente nulla. Da poco tempo l’INVALSI (Istituto Nazionale per la Valutazione delle Scuole Italiane) ha stabilito i criteri di valutazione dei requisiti riconosciuti a livello europeo, con prove nazionali oggettive e ha rilevato, per fare un esempio, che il 44% degli studenti italiani di 15 anni non possiede requisiti sufficienti di preparazione, non ha competenze di base adeguati e  non comprende un testo scritto. Le scuole superiori non sono finalizzate al raggiungimento di obbiettivi precisi; gli Istituti professionali e tecnici oggi sono inadeguati alla preparazione degli studenti per entrare nel nuovo mercato del lavoro globalizzato; la società, diventata da semplice a complessa, vede, con occhi ovviamente strabici, l’inutilità della scuola, che non prepara i giovani al lavoro, che dà scarsi risultati utili alla vita. La scuola incide ormai per il 20% della formazione, i media e la televisione la fanno da padrone nell’ influenzare la mente e la personalità, non ancora sufficientemente formata, dei giovani, in modo negativo, proponendo modelli pseudoculturali basati sul consumismo e sull’informazione senza possibilità di controllo, di confronto e di replica. La Sardegna è all’ultimo posto in questa graduatoria nazionale, la Provincia di Cagliari è all’ultimo posto in Sardegna. Bisognerebbe fare una indagine seria e rigorosa per capire meglio le cause di questa triste realtà, che comunque conosciamo.

Prof. Costa, e la situazione di Villasor?

A Villasor, ho accennato prima alla valutazione negativa,  sicuramente influiscono motivi sociali e culturali di lunga data, forse storici, di un certo mondo. Ci sono sicuramente responsabilità delle famiglie negli abbandoni e negli scarsi risultati. Si pensa sostanzialmente, da parte di molti, all’inutilità della scuola che non dà un ruolo sociale ed economico; non viene considerata un investimento formativo, culturale e sociale che paga, non si considera il beneficio del crescere insieme ad altri, con altre culture, dell’acquisizione di valori, di identità e di conoscenze. Si sta entrando nell’idea di essere nell’orbita di comunità senza identità e cultura come ormai  molti centri dell’ hinterland, dove valgono di più i valori del consumismo e del divertimento, con presenze di grandi numeri di analfabeti, come in alcuni quartieri degradati della città. 

In che modo la scuola a Villasor sta intervenendo per affrontare questi problemi?

Dall’ anno scorso stiamo lavorando nella scuola dell’ infanzia (materne)  perchè le insegnanti passino dalla didattica ludica alla concettuale in modo che i bambini possano avere i prerequisiti di lettura e scrittura e sviluppino le attività cognitive necessari per l’ ingresso nella scuola primaria. 

In collaborazione con i Servizi Sociali del Comune stiamo lavorando in modo mirato con le prime classi della scuola primaria di 1° grado (elementari) con interventi su alunni che presentano difficoltà e tempi diversificati di apprendimento per recuperare il divario e rimuovere gli ostacoli per raggiungere una produttività all’altezza dei compiti prefissati. In tutte le scuole stiamo attuando il recupero nelle varie materie, soprattutto quelle di base, strumento fondamentale per contrastare ogni forma di insuccesso scolastico, per tutti gli alunni che ne hanno bisogno. Il tempo prolungato in orario pomeridiano, obbligatorio per le disposizioni di legge, disatteso negli ultimi due anni, dove si faceva orario solo mattutino dalle otto alle quattordici, antipedagogico, è lo strumento necessario per le attività di recupero con un organico sufficiente ed addirittura con possibilità di  potenziamento. Il metodo dei numerosi progetti su una infinità di argomenti  dovrà cambiare perché molti  non servono se non a chi li produce; servono invece più ore per la formazione, per favorire competenze utili a livello cognitivo, più ricuperi nelle materie di base dove ci possono essere carenze formative. Abbiamo nella scuola primaria di 2° grado (medie) l’insegnamento della musica  e di uno strumento musicale: pianoforte, chitarra, clarinetto, flauto.  Al corso si accede per selezione attitudinale. Sono in attività i laboratori finanziati dalla Regione Sardegna con progetti di attività extrascolastiche ed extracurricolari con collaborazione del territorio e laboratori didattici di ricupero.

Alla primaria di 1° grado (elementari) con progetto extrascolastico, finanziato dalla Regione Sardegna, i bambini fanno esperienza di teatro con la collaborazione della Compagnia Teatrale di Villasor “Fueddu e gestu”. La scuola ha programmato e realizzato insieme con l’Amministrazione Comunale il progetto del “Consiglio Comunale dei Ragazzi”, che sta proseguendo bene nel suo percorso, tra l’altro impegnativo.

Quale è la situazione degli alunni che hanno problemi psico-fisici  e il ruolo degli insegnanti di sostegno?

Ho diretto per diversi anni scuole per i diversamente abili e possiedo specializzazioni e competenze che mi consentono di affrontare questi problemi con grande attenzione. La scuola collabora con i Servizi Sociali del Comune, con le istituzioni dell’A.S.L. e  con gli Enti convenzionati perché gli alunni diversamente abili vengano integrati nella scuola nel migliore dei modi. Abbiamo un esempio importante di un progetto pilota con un’ alunno non vedente che usa in classe strumenti informatici in matematica e scienze, aiutata da un esperto esterno e dalla grande sensibilità dell’insegnante, con capacità cognitive e apprendimento buoni.  Gli insegnanti di sostegno, a differenza di come molti intendono questa figura professionale, per legge,  non è un insegnante che lavora da solo con l’alunno, ma lavora insieme all’insegnante della classe per favorire l’integrazione con i compagni, nel gruppo dei pari, e il suo apprendimento.

Prof. Costa, Lei ritiene che i problemi di cui abbiamo parlato, per essere capiti e per essere affrontati meglio possano uscire dalla scuola per essere discussi all’esterno insieme a tutti i soggetti che si impegnano a portare un contributo?

Ritengo che ciò possa essere positivo per tutti. Molto volentieri, sono a disposizione, nonostante i molteplici impegni interni, affinché queste problematiche possano essere capite da tutti e affrontate  insieme per il bene della comunità e soprattutto dei nostri alunni.

 


Considerazioni (in dubbio) sul decreto Gelmini

22 Ottobre 2008

Nelle ultime settimane, passata (almeno per il momento) la turbolenza Alitalia, il disastro finanziario che ha colpito un pò tutto il mondo, tiene banco sulle prime paggine di tutti i quotidiani e sui Tg,  la riforma sulla scuola ( che poi altro non è che un semplice decretto ) del Ministro Gelmini (?) Il mondo della scuola si prepara al grande giorno dello sciopero nazionale il 30 ottobre, già però si ravvisano i primi segni di manifestazioni con cortei e occupazioni negli atenei universitari. Avevo un dubbio a questo proposito cioè:  se fosse ben chiaro a tutti, insegnanti, studenti  e genitori, cosa in realtà contenga questo decreto, il n. 133 per essere precisi, lo avevo sin dall’ inizio che ho cominciato a sentire le prime notizie riguardanti il mondo della scuola e in cambiamenti che l’ attuale governo aveva intenzione di attuare; oggi, non è che il dubbio me lo son tolta ma, si acentua in me (come genitore) l’ incertezza  sulla concretezza e sulle fondamenta delle notizie che ogni giorno ci vengono fornite dai mezzi di stampa.

  1. perchè protesta il mondo universitario?
  2. il decretto prevvede veramnte tagli al mondo universitario?
  3. perchè non ci viene spiegato il vero motivo dei si o dei no a questo decreto (che lo ricordiamo non è la vera riforma della scuola)

Secondo i sondagisti il 70% degli scioperanti e manifestanti contro il decretto, non sa bene perchè sciopera…….la risposta piu’ frequente che ci si sente dare è: “contro la reintroduzione del maestro unico”.

Tornando a ritroso negli anni e rivedendo i precedenti provvedimenti presi dai passati governi, ci si rende conto di un pò di cose che i piu’ non sanno, vediamole insieme:
Partendo dalla riforma voluta dalla Moratti, pocchi sanno che l’attuale decreto della Gelmini, altri non è che copiato dalla bozza che fecce la Moratti, con la sola differenza che la Moratti ebbe il buon senso di avviare un tavolo dibattito con i rappresentanti del mondo della scuola…ne scaturì il nulla di fatto. Ma tornando ancora indietro nel tempo ci viene mostrato un’altro dettaglio non di pocca rilevanza, chi sciopera oggi contro la reintroduzione del maestro unico, nel lontano giugno 1989 scioperò contro l’allora ministro della pubblica istruzione Giovanni Galloni (area Dc) che volle attuare ciò che non riusci al suo predecessore, la Signora Franca Falcucci, e cioè l’ introduzione dell’ equipe di insegnanti al posto del maestro unico alle elementari. Detto questo,oggi colpisce  non solo la disinformazione che vigge dietro questo decretto, ma anche l’incoerenzaci chi manifestando scandisce slogan del tipo: “Il maestro unico è un ritorno al passato” vero, visto così ma, anche vero che può essere visto in ottica diversa qualora la protesta sia messa in scena da chi non vuole presentarci il vero contenuto del decreto. In che senso?

Vi riporto qui un titolo che imperversava nei giornali  (su Repubblica) il quel giugno dell’89 : ” IL/LA MAESTRO/A unico sarà una rimpiazzata non da essere umano in senso stretto, ma da un organismo polimero anche se vagamente antropomorfo” cioè quella che noi deffiniamo Equipe di insegnanti. Questo accadeva vent’anni fa, oggi anche quotidiani come Repubblica non ci dicono come stanno veramente le cose. Le uniche certezze che abbiamo noi genitori e che a pagare sono sempre i piu’ deboli, I BAMBINI.

 

intanto clicando qui http://www.governo.it/GovernoInforma/scuola.pdf  è possibile prendere visione della scheda scuola presentata oggi in conferenza stampa dal Ministro Gelmini….. dopo averlo letto i dubbi mi son rimasti….mah!

qui invece troverete il video della conferenza stampa http://www.governo.it/GovernoInforma/Multimedia/dettaglio.asp?d=40716