DON ROCCO VACQUER

14 Gennaio 2009

Fu Sindaco di Villasor, ma quasi nessuno ne sa niente, era anche di nobile famiglia di lui oggi rimane la targa apposta sulla parete dell’ attuale caserma dei carabinieri di Villasor. Tante volte ci capita di transitare da quelle parti mala fretta non ci consente di soffermarci a leggere cosa c’è scritto. Queste che seguono sono solo alcune delle pocche notizie che sono riuscita a recuperare.

ORIGINE: Villasor.
DIMORA: Cagliari – Nuraminis – Sassari -Genova-Roma-Torino-Firenze.
CONCESSIONE: Cav. Nob. Don, 14.3.1797, Francesco, da Carlo Emanuele IV Re di Sardegna.
STEMMA: Di rosso, troncato da una fascia d’argento caricata da una cometa d’azzurro, ondeggiante in fascia, accompagnata in capo da due teste di moro, attortigliate di bianco ed affrontate, ed in punta da due braccia recise, vestite di azzurro, decussate, impugnanti due spade incrociate, al naturale.

Luigi di Pietro, di Francesco – Cav. Nob. Don.
Natalia di Pietro, di Francesco – Nob. Donna.
Candida di Pietro, di Francesco, in Soru – Nob. Donna.
Maria di Vincenzo, di Francesco, in Follese – Nob. Donna.
Laura di Lorenzo, di Francesco, in Ratto – Nob. Donna.
Valeria di Lorenzo, di Francesco, in Nardi – Nob. Donna.

Olimpia di Gustavo, di Carlo – Nob. Donna.
Margherita di Arturo, di Carlo – Nob. Donna.
Marcello di Arturo, di Carlo – Cav. Nob. Don.
Luciano di Arturo, di Carlo – Cav. Nob. Don.
Maria Letizia di Arturo, di Carlo – Nob. Donna-Suor Maria-Mercedaria a Madrid.
Giovanni di Arturo, di Carlo – Cav. Nob. Don-Padre Carlo- Superiore del convento di Quintiliolo-Tivoli.
Fausto di Arturo, di Carlo – Cav. Nob. Don.
Anna di Arturo, di Carlo, in Onofri – Nob. Donna.

Pietro di Francesco, di Pietro – Cav. Nob. Don.
Maria Efisia di Gaetano, di Pietro – Nob. Donna.
Pietro di Gaetano, di Pietro – Cav. Nob. Don.
Paolo di Gaetano, di Pietro – Cav. Nob. Don.
Giorgio di Luigi, di Pietro – Cav. Nob. Don.

Marcella di Francesco, di Felicino, in Murru – Nob. Donna.
Maria Gioia di Francesco, di Felicino- Nob. Donna.
Nanda di Francesco, di Felicino- Nob. Donna.

Alberto di Aldo, di Vincenzo – Cav. Nob. Don.
Patrizia di Aldo, di Vincenzo- Nob. Donna.

Cristina di Marcello, di Arturo- Nob. Donna.
Claudio di Marcello, di Arturo – Cav. Nob. Don.
Francesca di Marcello, di Arturo- Nob. Donna.
Carla di Fausto, di Arturo- Nob. Donna.
Maria Luisa di Fausto, di Arturo- Nob. Donna.
Arturo di Fausto, di Arturo – Cav. Nob. Don.

Matteo di Federico, di Eugenio- Cav. Nob. Don.
Lidia di Federica, di Eugenio- Nob. Donna.

Olimpia di Fabrizio, di Fausto- Nob. Donna.

 

Nobile Vaquer Don Rocco

 

di Antonella Soddu

Quanti di noi, transitando nei pressi della caserma di Villasor hanno fatto caso alla lapide affissa sulla parete recante la scritta a lui dedicata?
Quanti ancora, non l’ hanno mai notata o non ci hanno fatto caso piu’ di tanto? 

Sulla lapide vi è scritto che venne assassinato, ma nient’altro si sa!
Chi è anzitutto quali furono le sue origini?

Ecco alcuni cenni storici:
Figlio di Antioco e di Irene ligas, naque nel 1844.
Venne allevato dallo zio Michele.

 

 

Dotato di una discreta istruzione, Don Rocco ricoprì degnamente la carica di Sindaco di Villasor dal 1886 al 1892 anno in cui venne assassinato durante una rapina, nella notte del 2 Novembre a Villasor, nell’ abitazione di Antonio Montis del quale era corso in aiuto.
Per tale  fatto il Re gli conferì la medaglia d’ argento al valor civile, in ricompensa “dell’ atto coraggioso e filantropico e per l ‘abnegazione di cui fu vittima”.
Quasi presagio  della prossima morte nel testamento del marzo 1887 il nobile Rocco Vaquer istituiva erede universale di tutti i suoi beni immobili il comune di Villasor con l’ obbligo tassativo di venderli e di investirne il ricavo in vendita pubblica dedotte le passività gravanti in capo al testatore. Il Consiglio Comunale del 29 marzo 1900 aveva stabilito di procedere alla vendita di tutta la sostanza immobiliare costituente l’asse del Vaquer e divisa in 14 lotti. In seguito al decesso della Signora Paola Pistis, usufruttaria della casa di Don Rocco Vaquer, il comune dovrà come erede universale entrare nel possesso dello stabile e provvedere perché sia adibito ad uno dei tre scopi voluti tassativamente dal testatore:
caserma
scuola
pretura.

Fu così che si optò per l’attuale caserma.