ASTENSIONE:
UNICO E OBBLIGATORIO STRUMENTO PER SALVARE LA DEMOCRAZIA!
L’astensione nei referendum elettorali del 21 giugno è l’unica possibilità per evitare la scomparsa della democrazia liberale e repubblicana in Italia e la sua sostituzione con una dittatura plebiscitaria.
I referendum sono truffaldini perché sono presentati come abrogativi di una legge orrenda, definita “porcata” da chi l’ ha fatta, ma ne aggravano tutti gli effetti e ci allontanerebbero in modo catastrofico dai sistemi vigenti nel resto d’ Europa.
Dei tre quesiti referendari, il terzo, che apporterebbe un miglioramento e che impedirebbe le candidature multiple, è il meno importante. Un miglioramento trascurabile in confronto alla catastrofe costituzionale prodotta dai primi due. Questi consegnerebbero l’Italia, senza nessun contrappeso, nelle mani di un solo uomo, del “capo” del partito che, alle elezioni politiche, se prendesse anche un solo voto in più, in qualunque caso, anche, per es. col 10%, avrebbe il 55% dei parlamentari. La legge fascista Mussolini-Acerbo del 1923 metteva il limite minimo del 25% dei voti e la “legge truffa” Di Tambroni, sconfitta, del 50% + 1. Chi vincerebbe diventerebbe il padrone assoluto dell’Italia, circondato da parlamentari–dipendenti nominati solo da lui e responsabili esclusivamente verso di lui. Con la vittoria del SI l’esito scontato delle future elezioni politiche sarebbe quello di conferire a chi vince i pieni poteri: sarebbero nelle sue mani tutte le leggi e l’elezione del Presidente della Repubblica, la modifica della Costituzione e l’elezione di tutti gli organi di garanzia.
Non si può fingere di credere che, ottenuto un tal risultato, Berlusconi concordi una nuova legge elettorale con l’opposizione, ridiscutendo tutto. Non lo farebbe, ovvio, lo sanno tutti.
Vaneggiare di bipartitismo quando il PD ha regalato a Berlusconi un potere e un dominio smisurato chissà per quanto tempo è letale per la nostra democrazia. Rafforzare Berlusconi e la sua maggioranza parlamentare quando quella al potere è la più forte e la più ampia della storia repubblicana è una pura follia.
Per impedire ciò bisogna sconfiggere chi ha ideato questo disegno autoritario, i poteri forti, nazionali e internazionali che li sostengono, e impedire una irreversibile svolta inequivocabilmente fascista.
Bisogna astenersi non andando a votare per sconfiggere questa idea pazzesca e difendere la democrazia.
Il Parlamento, se e quando lo vorrà, avrà i tempi e i modi per modificare ed eliminare gli orpelli, tra cui le nomine dei membri del Parlamento da parte dei Segretari dei Partiti, dell’attuale pessima legge, il “porcellum”, che è uno scandalo negli scandali e fa ridere tutto il mondo.
di Luigi Palmas (segretario della sezione PS Villasor)
11 Giugno 2009 alle 1:33 am
Credo che la modifica dell’attuale legge elettorale sia essenziale perché si tratta semplicemente di prendere atto dell’attuale stato delle cose: il bipartitismo, nel bene e nel male, è ciò che contraddistingue la nostra politica e benché credo sia più democratico un pluralismo politico non credo abbia molto senso quest’accanimento terapeutico su piccoli partiti che alle elezioni strappano al massimo un 2 o 3% di voti. Poi c’è una questione: ma per quale motivo la Lega (oggi) o un altro piccolo partito (domani) con una esigua percentuale di voti (e, quindi, scarsamente, rappresentativi della popolazione) devono godere di un premio di maggioranza attribuito ad un altro partito? La Lega ha parlato addirittura di rischio di ‘tirannide’… ma è tanto più democratico che a un piccolo partito come la Lega (che, tra l’altro, rappresenta solo una piccolissima parte del territorio nazionale) sia concesso di tenere sotto scacco un’intera maggioranza?
11 Giugno 2009 alle 2:46 am
mi trovi d’accordo con te, il punto però è farlo capire agli italiani. I risultati delle elezioni europee dovrebbero, quantomeno, aver fatto capire agli italiani che alle scorse elezioni politiche hanno dato la preferenza al fantomatico partito pdl altri non è che un contenitore politico che prima o poi si falderà perchè, diciamolo pure francamente, sono troppo anche lì le differenze. Altro punto e riuscire ad uscire dall’altro contenitore, il pd, anche questo con troppe controversie interne che ne fanno agli occhi degli elettori una perenne incerteza. La lega di Bossì ha trovato il suo punto di forza al nord Italia, non c’è riuscita nel veneto (anche se pure questa facente parte del nord Italia) e oggi tiene le redini del governo. Loro dettano le condizioni per la permanenza e Berlusconi acconsente per tirare avanti nei suoi intenti.