Costuire anche in Italia l’alleanza tra socialisti e democratici

17 Giugno 2009

 (Mauro Del Bue*)

In politica i socialisti italiani devono essere realisti e coerenti. Realisti, e pensare che i reduci del ecchio Psi non non sono riusciti e non riusciranno a rilanciare una forza socialista in Italia. Dopo quindici anni di tentativi è inutile continuare a illudersi e a illudere. Il bilancio deve essere onesto. Nè a sinistra, nè tanto meno a destra, è rinato il Psi o una forza che dal Psi ha preso piede. I tentativi sono stati tanti e anche con collocazioni opposte. Niente da fare. Qualcuno potrà ritenere che è colpa dei diversi gruppi dirigenti che si sono alternati all guida dei diversi partiti della diaspora. E può esserci del vero. La verità è che quando ci siamo riuniti abbiamo subito una desolante sconfitta. Ma non penso che questo sia un elemento fondamentale. E non solo perchè non c’è una prova contraria (potevamo avere dirigenti diversi e non riunificarci, ma quale sarebbe stato il risultato?), ma anche perchè l’operazione di rilanciare i vecchi partiti non è riuscita a nessuno. C’è forse in Italia la Dc, c’è forse il Pci? Si può dire che ci sono ex democristiani e che ci sono ex comunisti in abbondanza. Ma anche ex socialisti sono in prima fila, proprio perchè non hanno tentato di rilanciare il Psi. E sono presenti, ma con altre identità, è inutile negarlo, più nel centro destra che nel centro sinstra. Le ultime elezioni amministrative hanno oltretutto messo in rilievo che il già basso consenso dello Sdi, dopo la Costituente, si è quasi dimezzato ovunque. E’ giusto cercare un’altra strada. Anzi l’unica strada, per essere coerenti. Noi vogliamo essere interpreti del socialismo europeo, o meglio del confronto che già s’è aperto nella sinistra europea per affrontare la sua crisi? E allora rilanciamo in Italia ciò che i socialisti europei hanno fatto in Europa. E cioè l’Alleanza dei socialisti e dei democratici. Un’intesa che si può contrarre (forse un partito, forse una federazione, forse solo un’alleanza) tra coloro che sono parte del socialismo europeo (penso a noi, a Sd, forse a Vendola, se ci sta) e i democratici italiani. I quali ultimi non devono pensare al Pd come al contenitore esclusivo di chi non è più, o non è ancora, socialista europeo, oppure come centro propulsore di una forza di tutti coloro che stanno indistintamente alla sua sinistra, come s’è scritto. Ma dovrebbero, se vogliono essere coerenti con quanto avvenuto al Parlamento europeo, lanciare il progetto della costruzione di un “soggetto” tra socialisti, intesi in senso largo, e democratici. A me pare l’unica via di uscita. Ne potremmo parlare senza inibizioni?

* Segreteria nazionale PS


Sul sito dell’organizzazione britannica per la difesa dei diritti

5 Giugno 2009

Dall’inglese Open Democracy
altre 10 domande a Berlusconi

Ecco il testo dell’articolo pubblicato in inglese sul sito di Open democracy:

Caro signor Berlusconi,

Sono passate quasi tre settimane dalla pubblicazione su Repubblica delle dieci domande riguardo la sua relazione con Noemi Letizia. Lei ha scelto di non rispondere, sostenendo che l’iniziativa del giornale era parte di una campagna organizzata dalla sinistra. Nelle settimane successive, lei ha accusato Repubblica di aver orchestrato un complotto di sinistra che si è esteso alla stampa internazionale, coinvolgendo, fra gli altri il Times e l’Economist. Nello stesso periodo, lei ha anche descritto il Parlamento italiano come “inutile” e i giudici come motivati “dall’odio” e dalla “gelosia”.

Mancano solo pochi giorni alle elezioni europee, che si terranno negli Stati membri dal 4 al 7 giugno, e in Italia il 6 ed il 7 giugno. Poi l’Italia ospiterà il G8 all’Aquila dall’8 al 10 luglio. La sua risposta, ancora una volta, ha sollevato dubbi di interesse pubblico più ampio, sul suo comportamento come primo ministro italiano. Vorrei rivolgerle anch’io altre dieci domande.
1) Lei ha rivolto molte critiche al ruolo della stampa in questo caso, nonostante il fatto che Il Giornale (quotidiano di proprietà della sua famiglia), come altri giornali, abbiano difeso regolarmente la sua condotta. Pochi primi ministri hanno questo privilegio, tuttavia lei continua ad insistere sul fatto che la stampa le è contro. Qual è il suo concetto, allora, di stampa libera? Per esempio, porrebbe condizioni alle critiche che la stampa può muovere al primo ministro?

2) Le ha accusato la Repubblica di “sfruttare questioni private per fini politici”. Eppure, i confini fra “pubblico” e “privato” nella sua vita politica spesso si sovrappongono, soprattutto per il fatto che lei possiede diversi quotidiani e stazioni televisive e allo stesso tempo detiene il potere politico. Lei accettò di risolvere il “conflitto di interessi” entro 100 giorni dalla sua entrata in carica, eppure nulla è stato fatto ancora. Questa situazione solleva ampie critiche in Europa. Perché non ha risolto il “conflitto di interessi” e non crede che esso presenti un problema per la democrazia italiana?

3) Il 21 maggio 2009 lei ha descritto il Parlamento italiano come “inutile”, suggerendo che solo 100 parlamentari sarebbero sufficienti per svolgere il loro compito in modo efficace. Allo stesso tempo, sostiene che il popolo italiano sia “con lei”. E’ sua opinione, quindi, che il popolo italiano sarebbe felice di darle più potere per far funzionare le cose in modo più efficace?

4) Lei ha paragonato il ruolo del governo a quello di un’azienda privata e in un confronto fra legislatori e imprenditori, considera migliori i secondi. Comprende la differenza fra essere un uomo d’affari di successo e uno statista di successo?

5) Il 19 maggio, un tribunale italiano ha emesso una sentenza secondo la quale lei ha corrotto l’avvocato inglese David Mills, pagando 600,000 sterline perché testimoniasse il falso a suo favore. Mills è stato condannato a febbraio, lei invece è stato protetto da una legge che le garantisce l’immunità varata sotto il suo governo. Lei ha detto che riferirà in Parlamento sulla questione “appena ne avrà il tempo”, ma non prima delle elezioni europee. Perché e quando saranno fatte queste dichiarazioni al Parlamento?

6) Oltre alle critiche rivolte al Parlamento italiano, lei attacca regolarmente i giudici per il loro “pregiudizio” e la loro “insanità”. Lei è stato recentemente oggetto di critiche per aver insidiato le procedure costituzionali, cosa che ha portato ad un contrasto con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, recentemente, in particolare, per il caso del diritto a morire di Eluana Englaro. E’ stato detto che lei stesso aspira a succedere a Napolitano. Può confermare la sua intenzione di voler diventare presidente della Repubblica? E in che modo arriverebbe a ricoprire questo ruolo?

7) A luglio 2009 lei ospiterà il summit del G8 all’Aquila. In precedenti occasioni internazionali e riunioni con leader mondiali, lei ha avuto problemi di comunicazione con alcuni dei suoi pari. Crede che ce ne saranno altri quest’anno?

8) Quali sono, a suo giudizio, i maggiori successi che ha conseguito come primo ministro italiano?

9) Nelle scorse settimane, lei ha negato di essere stato coinvolto direttamente nel processo di selezione di showgirl televisive come candidate parlamentari per il suo partito, anche se il suo quotidiano Il Giornale, lo ha ammesso. Può chiarire se è stato o meno coinvolto nel processo di selezione?

10) Infine, perché Noemi Letizia, la sua amica diciottenne di Napoli, la chiama “papi”?

Cordialmente,

Geoff Andrews