La foto è presa da “l’unione sarda” di oggi
Da giorni “nell’ aria” si sentiva questa notizia ma, vista la sua non ufficialità la cosa pareva non impensierire piu’ di tanto. Oggi però, la notizia ha assutno tutta l’ ufficialità che merita. Stiamo parlando della fine ingloriosa della torre dello Zuccherificio di Villasor; per chi passa nei paraggi vedere gli operai a lavoro per le operazioni di demolizione dello stabilimento è un pugno nello stomaco, una sorta di amaro in bocca che volenti o nolenti prende un pò tutti. Quel che dice il giornalista de l’unione sarda: “per cinquant’anni è stata bene o male il simbolo di Villasor”, è vero! per cinquant’anni lo zuccherificio ha dato da lavorare a molte famiglie di Villasor, di fuori paese, e ha occupato puntualemente lavoratori stagionali, Qualcuno però, sempre nel nome del dio Denaro, ha deciso che a fine mese qualche carica di dinamite e la torre verrà giu’, giu’, giu’……….!!!!!!!! La Sadam ha venduto la torre alla ditta Baraldi (gli stessi che stano eseguendo i lavori di smaltellamento) si dice pronta a cedere la torre e rinunciare al ferro vecchio che ricaverebbe dalla demolizione ma pretende un risarciemnte già qauntificato in 200 mila euro…., appunto nel nome del dio Denaro!
Lodevole l’intervento dell’amministrazione comunale che sta tentando il tutto per tutto per evitare la demolizione della torre, a fianco dell’amministrazione si è schierato lo scultore Gigi Porceddu (da sempre attivo in tutte le battaglie sociali) il quale afferma: “hanno demolito la nostra dignità di paese con la chiusura dello zuccherificio, demolire anche un simbolo della nostra storia”, ma anche semplici cittadini.
Ma, è giusto ripercorre per tape quanto accaduto in questi ultimi anni; l’ Ue ha decretato la chiusura di trenta stabilimenti in tutta Italia tra cui quello di Villasor. Tre anni fa a Roma tra ministero e regione viene siglato un accordo che prevede la nascita di due centrali eletriche alimentate da: colza, semi oleosi o canne, prodotti in qualche modo legati al mondo agricolo. Le fabbriche dovrebbero essere costruite a Macchiareddu (il condizioanle è d’ obbligo) ed è inteso che sono sempre di proprietà della Sadam . Attualmente la sittuazione degli ex operai dello zuccherificio è critica (ma questo sembra non preocupare nessuno) Sempre l’ accordo di Roma prevvedeva un futturo nell’area di 37 ettari di Villasor dove prima sorgeva lo zuccherificio:
- stabilimento da smaltellare
- bonifica dei canali dove finivano le acque della lavorazione delle bietole
- riconversione da concordare col comune di Villasor
L’accordo è stato sottoscritto dall’ ex sindaco Pisano, la nuova amministrazione deve oggi gestire un accordo sottoscritto, ma non in linea con i progetti “in mente” per l’ex zuccherificio:. Da subito è stato commincato alla regione e al ministero, che i progetti erano ben diversi da quelli sottoscritti dalla passata amministrazione, anzitutto che le due centrali elettriche sorgessero a Villasor, poi sono state avviate le trattative con la Sadam pe rl’ uttilizzo dell’area dismessa.
L’ intenzione è quella di addibirne una parte a parco, cinque ettari a servizi, un’altra parte ad uso residenziale dove potter realizzare con L’ area (ex Iacp) alloggi. La SADAM costruirà anche la nuova stazione ferroviaria e il cavalcavia che supererà i binari dopo il loro raddoppio. Esiste già un accordo di massima ma, l’amminstrazione intende avviare un dibattito sulla torre e su uno stabile di 3 mila metri quadri contiguo. La trattativa però ha un brusco arresto e il motivo pare proprio legato al datto di fatto che la Sadam ha venduto alla stessa ditta che effettua lo smaltellamento, proprio la torre. La F.lli Baraldi si dice pronta a rinunciare, ma vuole un risarcimento quantificato in 200 mila euro quale guadagno mancato dalla vendita del ferro che ne ricaverebbe dall demolizione della torre.
L’amministrazione di Villasor non ha i soldi!
La richiesta del comune di Villasor alla Regione Sardegna, attraverso l’assessorato all’industria, e alla cultura, è qulla di farsi carico del problema anche per rimediare ad un palese errore di valutazione nella sottoscrizione dell’accordo;
sarebbe stato giusto infatti, garantire la sopravivenza di un edificio storico, archeologia industriale, e simbolo dell’ economia industriale di Villasor.
che dire ancora…..lavoratori a spasso e, possibilità di usufurire in altro modo di un edificio che per anni ha dato e ha preso al paese oggi sono piu’ lontane che mai.
23 Luglio 2009 alle 7:51 pm
l’articolo relativo allo smantellamento degli impianti dello zuccherificio di Villasor è estremamente interessante, tuttavia mi permetto di far notare all’autore la presenza di numerosi errori ortografici disseminati qua e là. Sarebbe auspicabile quindi prestare una maggior cura ed attenzione sotto questo profilo, per il resto,come ho già detto, tutto ok…
Saluti.
8 Agosto 2009 alle 3:42 pm
faccio quel che posso, non essendo una professionista, e avendo solo la terza media quale titolo di studio. la gramatica non è mai stata il mio forte in compenso però, me la cavo nella parlata chiunque sia il mio interlocutore…!
16 Ottobre 2009 alle 4:06 am
e per precisare, l’articolo pubblicato qui,è esatamente quello ripreso da l’unione sarda.