Addì 15 Novembre 1762………Marchesato di Villasor 1° Parte

26 Agosto 2008

Partendo da un breve riassunto degli avvenimenti, voglio raccontare della: ” Presa di possesso del Feudo del 1763 “.

Il villaggio di Sorres e tutta l’ Incontrada di Parte Ippis vennero infeudati nel 1414, piu’ precisamente il 27 Ottobre, a Giovanni Siviller (o Civilleri). Nel 1514 passò in mano agli Alagon che lo tennero fino al 1703. Don Artal Alagon, ultimo maschio Alagon, cedette il feudo a sua figlia donna Emanuela quando quest’ ultima andò in sposa a Don Josepf da Silva. I da Silva – Alagon tennero il Marchesato di Villasor fino al 1841 anno  in cui fu abbolito. Da loro naque Don Pedro Artal da Silva Alagon e Benavides, Marques de Santa Cruz, il quale sposa Donna Cayetana Sarmiento y Zuniga e, nasce Don Josepf Maria Gioacchino Artal de Silva e Bonavides batezzato a Madrid il 5 Dicembre 1734 nella Parrocchiale di San Sebastiano.

Il 27 Ottobre 1744 muore a Vienna Don Pedro Artal da Silva e, poichè alla morte del Don Josepf era ancora di minore età venne posto sotto la tuttela della nonna paterna Donna Emanuela Alagon da Silva, quest’ultima muore a Vienna il 22 Gennaio 1762 ( certificato di morte redatto dall’ Arcivescovo di Vienna, si trova  copia all’archivio di stato di Cagliari alla sezione:  Regio Demanio Feudi Vol. 37)

Don Josepf si trovò allora nelle condizioni di dover entrare in possesso di tutti i beni appartenuti al padre ivi compresi anche quelli che formavano il Marchesato di Villasor.  Il 22 Giugnio del 1762 Don Josepf, quale unico possessore di tutti i majorasgos, fidecomissos, feudos, Baronias, tierras e patronatos appartenuti un tempo a sua nonna siano essi in Spagna che in Sardegna, avanza richiesta tramite il suo procuratore Don Pablo Escano Enrequez, perchè gli venisse concessa  l’ immissione degli stati e redditi di sua competenza. Il 6 Settembre gli viene accordato quanto da lui richiesto.

Il 15 Novembre 1762 il Vicerè di Sardegna emette il decretto di esecuzione e autorizza Don Josepf da Silva alla presa di possesso effetiva di tutte le incontrade e di tutti i villaggi del Marchesato di Villasor.

Breve premessa:

l’ infeudazione è quel termine che indica la concessione che il Sovrano dava a un soggetto per governare per suo conto e a suopiacimento un detterminato territorio, ivi compreso i l diritto di amminsitrare la giustizia civile e criminale, imporre e riscutere i tributi, infligere pene e, con la prerogativa di trasmettere glistessi potteri ai propri eredi. L’ infeudazione non era solo un atto  concessione formale occorreva anche la cerimonia di investitura ufficiale. L ‘infeudazione però, non si esauriva alla prima infeudazione ma, essendo questa ereditaria, la stessa cerimonia doveva essere ripetutta ad ogni successione.

Segue la seconda parte.

By Antonella


Villasor – la rilevanza storico/archeologica

22 Agosto 2008

Questi che vi presento, sono i monumenti piu’ importanti presenti a Villasor o almeno quelli a cui fin’ora si sta cercando di dare piu’ visibilità possibile. Nell’ ordine:

Chiesa Parrocchiale di San Biagio/Castello Siviller – o casa forte degli Alagon/Chiesa di Sant’Antioco/Chiesa di Santa Vitalia/Convento dei Cappucini. Di ogniuno di questi parlerò in seguito. Ma Villasor è anche ricco di testimonianze archeologiche ed è di questo che vorrei parlare:

Il territorio di Villasor, c’è ne rendono conferma i numerosi studi eseguiti da esperti del settore, conserva numerose testimonianze archeologiche che vanno dal periodo prenuragico (che ci docuemnta come il nostro territorio fosse frequentato dalla presenza dell’ uomo). Il centro attuale, ha probabili origini romane.  Nel Medioevo, Villasor, appartenne al giudicato di Cagliari ed esso fu incluso nella curatoria di Parte Ippis (Gippi). Nel 1258, il giudicato di Cagliari fu debellato e diviso, quindi il villagio venne incluso nei territori che andarono al Conte Capraia. Quando si estinse la sua discendenza, il territorio passò in mano ai giudici di arborea. Nel 1295 accade però che Mariano II lo cedette a Pisa, quindi, prima della fine dle secolo il villagio venne amministrato da funzionari pisani. Ma, subito dopo la conquista Aragonese anche Villasor entrò a far parte del cosidetto “Regnum Sardiniae”. Nel 1326 fu stipulato l’accordo di pace tra Pisa e Aragona e, Villasor venne nuovament econcessa in feudo a Pisa. Tale sittuazioen persistete fino a che non scopiò la I guerra tra Mariano IV e Pietro IV. Siamo nel 1353. Gli abitanti del villagio si ribellarono e si schierarono con il Giudice di Arborea. Per tutti gli anni restanti del XIV secolo il villagio rimase in possesso dell’ Arborea ma, patì numerosi danni e sacchegi a casua delle guerre. Arriviamo dunque a decadimento del governo di Arborea. Nel 1420 il feudo venne concesso a Giovanni Siviller (o Civiller), e per suo volere che fu costruito il castello – casa forte.  Il feudo passò poi ai de Besora e alla loro estinzione, dopo però una alquanto complessa vicenda giudiziaria che durò alcuni anni, nel 1506 passò a Giacomo Alagon. Con l’Alagon, nel 1537, Villasor ebbe il titolo di contea. Nel 1580 regolamentarono i loro rapporti con gli abitanti, emanando i cosidetti “capitoli di grazia”. Fu nel 1593 che Villasor divenne Marchesato e, di conseguenza anche la capitale amminsitrativa del feudo degli Alagon. L’ultimo Alagon fu , Emanuela che sposò un da Silva (metà del secolo XVIII) il feudo passò quindi in loro mani e continuarono a tenerlo fino al riscato dei feudi nel 1838. Ma, come abbiamo detto all’ inizio di questo articolo, Villasor conserva anche numerose testimonianze che confermano la presenza dell’ uomo a partire già dal periodo prenuragico. E’ al periodo prenuragico, infatti, che risale il sito archeologico de: “Cresia Is Cuccurus”. Si tratta di un vilalgio di vasta area individuato in località  “Crabai” sittuato a qualche Km. dall’ attuale abitato. Il sito riconducibile al periodo tra il Neolitico recente e l’ Eltolitico ( 3240 – 2300 a. C. ) nel contesto della cultura Ozieri e di quella di Monte Calro. Durante gli scavi è stata rinvenuta la famosa statuina in marmo raffigurante la Dea madre (attualmente è possibile vederla esposta al museo Nazionale di Cagliari). Un’altro sito  è quello di “Bruncu e Su Jaccu”. tartasi di un complesso archeologico di grande interesse ( a detta degli archeologi) costituito da un Nuraghe di tipo a Torre, attorno al quale vennero individuati i resti di un insediamento romano, il sito ha restituito trace di edifici e alcune tombe. Il territorio come abbiamo detto, conserva importanti testimonianze di insediamenti di epoca Romana. Le campagne furono sfruttate in quel periodo come zona granaia di notevole importanza. Questo comportò l’ insediamento di piccoli nuclei di abitati che vennero destinati a residenza di schiavi  e coloni, fornite anche  di un picolo centro termanle sittuato in località S’Acqua Cotta, in prossimità della sorgente  d’ acqua minerale. Altri insediamenti sonos tati individuati a.

  • Sa Coronduedda
  • Santu Jaccu
  • Santu Pedru
  • Santa Luxia
  • Santa Vida Beccia
  • Santu Miali

Si tratta di miniuscoli insediamenti ma, hanno a loro volta restituito tracce di abitazioni costruite con tecnica rudimentale, tombe di tipo a cassone con interessanti corredi funebri. Per ultimo non possiamop non cittare anche la testimonianza della presenza Bizantina, e la conferma ci viene data dal rittrovamento (ad opera di tombaroli)  avenuto circa 30 anni fà, di una tomba a camera con volta  botte (cit. pag. 22 del libretto di prof. virdis – Considerazioni storiche su: “La chiesa Bizantina di S. Maria di Gippi – villasor), solo di recente conosciuta alla soprintendenza  (n.b il libretto che ho citato è stato pubblicato nel gennaio  del 1996 quindi i trent’anni si contano indietro da allora). Ritornando alla tomba, questa si trova a nord di Villasor verso Serramannna – in località  “Is Perderas”. La camera sepolcrale ha la pianta a forma rettangolare, misura circa m. 2,30 di lunghezza, ha  m. 1,20 e m. 1,00 di altezza. Quasi certamente il suo uso era destinato a ricchi personaggi. Come per tutte le tombe d’ epoca Bizantina si accede  alla camera attraverso una apertura quadrangolare. Tutta la costruzione è fatta con lunghi blocchi di pietra lavorata, e la volta e ogivale. Seguono le immagini di questa tomba